Consiglio dei Ministri
Renzi: "via libera allo sblocca Italia e rivoluzione nella Giustizia"
Nella consueta conferenza stampa dopo il CdM il Premier ha esposto le linee guida per lo sblocco delle grandi opere e per riformare la Giustizia civile e penale
Nelle ultime ore la vignetta sull’Economist -nella quale si vede una barca (l’Europa) che affonda, con Draghi che tenta disperatamente di buttare fuori un po’ d’acqua, Merkel ed Hollande preoccupati, mentre Renzi mangia un gelato- avrebbe potuto mettere il Premier, quantomeno, di cattivo umore; ma lui ha reagito organizzando una specie di "scenetta" nel cortile di Palazzo Chigi ed offrendo gelati agli astanti.
Nella tarda mattinata è poi arrivata dall’Istat la notizia che l’Italia, dopo 55 anni, è in deflazione, mentre cresce ancora la disoccupazione. Anche qui, tuttavia, il Presidente del Consiglio non si è fasciato la testa, dichiarando che “i consumi nell'ultimo periodo hanno un segno più, ancorchè minimale” e che “gli 80 euro saranno confermati”.
Tuttavia, nonostante i dati negativi del Pil e sull’occupazione -e le tensioni in Europa- il Premier ha affermato con sicurezza che il Paese “è in condizione di uscire dalla crisi”; ne dà notizia l’agenzia asca. L’importante, per Renzi, è procedere “passo dopo passo”, il suo nuovo “slogan”, annunciando per lunedì una conferenza stampa per presentare il percorso dei 1.000 giorni”.
A proposito di conferenza stampa, in quella tenuta dopo il Consiglio dei Ministri il Premier ha annunciato il via libera allo “sblocca Italia”, sottolineando che sono stati sbloccati lavori cantierabili per 3,8 miliardi, ma nei prossimi 12 mesi saranno 10 i miliardi destinati a sbloccare le opere; come la Napoli-Bari e la Palermo-Messina, che partiranno nel 2015, anziché nel 2017.
Ha poi accennato al sostegno all’edilizia, con l’impegno a confermare l’ecobonus e altri incentivi e norme per snellire le procedure; e inoltre lo sblocco del gasdotto “Tap”, precisando che il 20 settembre sarà “a Baku per il via libera”. Da segnalare la legge delega per “semplificare” il codice degli appalti, per arrivare ad avere regole uguali a quelle degli altri Paesi europei, senza gli appesantimenti nostrani.
Sulla Giustizia, il Presidente del Consiglio ha annunciato una vera e propria “rivoluzione”, a partire dal decreto per dimezzare entro i mille giorni l’arretrato del “civile”, arrivato ad oltre 5 milioni di cause pendenti.
Per quanto riguarda il penale, ci saranno nuove norme sul falso in bilancio e sull’autoriciclaggio. Sulle intercettazioni, dove erano sorti problemi con il NCD, si procederà con una delega, ispirata al principio di consentirle, ma con grande attenzione per la privacy delle persone, con riferimento particolare “a ciò che non riguarda l’oggetto del reato”.
Sulla questione della prescrizione, il Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha spiegato che il CdM ha condiviso l’idea “di interromperla al primo grado di giudizio in caso di sentenza di condanna. Questo meccanismo”, ha continuato il responsabile di via Arenula, servirà da “disincentivo contro le condotte dilatorie”; ne dà notizia TMnews.
Orlando ha evidenziato la necessità di assicurare che gli appelli si esauriscano nel termine massimo di due anni, prevedendo che la prescrizione sia calcolata tenendo conto anche del tempo trascorso precedentemente, nel caso di assoluzione in secondo grado.
Da ultimo, il Ministro della Giustizia ha affrontato il tema scottante della responsabilità civile dei magistrati, spiegando che il Consiglio dei Ministri ha confermato che “resta indiretta”, nel senso che il cittadino potrà rivolgersi contro lo Stato e, nel caso sia accertata una forma di responsabilità del magistrato, ci sarà “una rivalsa che aumenta dal 30 al 50%”, secondo il principio , aveva sottolineato prima Renzi con uno dei suoi slogan, che “chi sbaglia paga”.
Si evidenzia che è già arrivata la “bocciatura dell’Associazione Nazionale Magistrati, che per bocca del suo segretario Maurizio Carbone ha parlato di una “riforma punitiva”, perché “si lancia il messaggio che la Giustizia va male per colpa dei magistrati che fanno errori e si dà via libera ad azioni strumentali contro i giudici”.
Per finire, si segnala che il Presidente del Consiglio ha smentito qualsiasi dissapore con i Ministri, in particolare con Stefania Giannini; precisando che la riforma della Scuola sarà esaminata dal Consiglio dei Ministri mercoledì prossimo e assicurando che è stata trovata la relativa copertura finanziaria.
Moreno Morando
(29 agosto 2014)
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