Ministro dell'Interno
Bufera sulla circolare di Alfano contro la trascrizione dei matrimoni gay
Nel provvedimento che si puo' leggere in fondo, il Ministro dell'Interno ha raccomandato ai prefetti di invitare i sindaci a revocare le direttive in contrasto con le norme vigenti.
Il Ministro dell’Interno Alfano ha firmato la circolare in materia di trascrizione dei matrimoni gay che aveva annunciato nella mattinata di martedì e, dopo la sua pubblicazione, le feroci polemiche scatenate da chi non condivide la decisione del responsabile del Viminale sono aumentate ulteriormente di tono.
I sindaci di Bologna e Milano hanno fatto immediatamente sapere che non la rispetteranno, mentre dal comune di Napoli hanno chiarito che l’atto del Ministro sarà oggetto di impugnazione.
La circolare porta la data del 7 ottobre e si può leggere in fondo all’articolo. Con questo atto, il Ministro dell’Interno fa presente ai prefetti che le direttive diramate dai sindaci in ordine alla trascrizione di matrimoni celebrati all’estero fra persone dello stesso sesso “non sono conformi al quadro normativo vigente”, rientrando” la disciplina dell’eventuale equiparazione dei matrimoni omosessuali a quelli celebrati tra persone di sesso diverso”, si legge ancora nella circolare ministeriale, “nella competenza esclusiva del legislatore nazionale”.
Il Ministro richiama l’art. 27 co.1 della Legge 31 maggio 1995 n. 218, secondo cui “la capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio”. Alfano ricorda , altresì, che l’art. 115 del codice civile prevede che il cittadino è soggetto alle disposizioni previste dalla legislazione nazionale “anche quando contrae matrimonio in paese straniero”.
Partendo da queste considerazioni, il Capo del Viminale evidenzia che “l’ufficiale dello stato civile ha il dovere di verificare la sussistenza dei requisiti sostanziali necessari affinchè la celebrazione possa produrre effetti giuridicamente rilevanti”.
Il Ministro spiega poi come, per il codice civile vigente, “la diversità di sesso dei nubendi rappresenti un requisito necessario affinchè il matrimonio produca effetti giuridici nell’ordinamento interno”. Angelino Alfano ricorda, inoltre, le affermazioni della Corte di Cassazione in ordine alla intrascrivibilità delle unioni omosessuali, esaminando poi la questione sia sul piano delle legittimità costituzionale, che in relazione al contesto europeo.
In particolare, nella circolare ministeriale si ribadisce come, secondo la giurisprudenza della Corte Costituzionale, spetti al Parlamento individuare le forme di garanzia e di riconoscimento delle unioni omosessuali. Quanto alla normativa europea, Alfano ricorda che essa, anziché vincolare i legislatori nazionali, rimette ad essi “le decisioni in materia”.
In conclusione, il Ministro dell’Interno chiede ai prefetti di invitare i sindaci che hanno emanato direttive in questa materia non conformi alle norme in vigore, “al ritiro di tali disposizioni ed alla cancellazione delle trascrizioni”, avvertendo che, in caso di inottemperanza, si procederà con “l’annullamento d’ufficio degli atti illegittimamente adottati”.
Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e alle Riforme Ivan Scalfarotto (PD) ha sottolineato che “l’uscita del ministro Alfano è stata francamente improvvida. Io ne faccio una questione politica”, accusando il ministro di non essersi raccordato con il Presidente del Consiglio. Inoltre, Scalfarotto dubita che “i prefetti possano imporre ai sindaci di fare quello che la circolare dice”.
Il Codacons, intanto, ha annunciato un “ricorso collettivo gratuito al Tar del Lazio per ottenere l’annullamento della circolare sulle trascrizioni delle nozze gay all’estero”. Il presidente dell’associazione Carlo Rienzi ha dichiarato che “il provvedimento del ministro è abnorme e viola in modo palese le disposizioni comunitarie e le sentenze della giustizia italiana, perché la corte europea dei diritti dell’uomo e il tribunale di Grosseto”, ha aggiunto il presidente di Codacons, “hanno aperto la strada alle trascrizioni delle nozze tra persone dello stesso sesso, riconoscendo al tempo stesso i diritti delle coppie di fatto”.
Da parte sua, Angelino Alfano ha lamentato di essere stato oggetto di “una quantità di insulti e di aggettivi di una violenza inaudita : da parte di associazioni e di giornalisti, e oggi da parte di titoli di giornali e di esponenti politici”, precisando di essersi limitato a raccomandare di “invitare i sindaci a rispettare le leggi e a non fare in Italia cose che le leggi non prevedono”.
Per scaricare la circolare clicca qui.
Moreno Morando
(8 ottobre 2014)
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